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La storia

Edificio e sua intitolazione

Il 17 ° Circolo Didattico ha attualmente sede in piazza Mario Pagano 1, alle spalle dei Vergini[1] (Fig. 1).

 Fig. 1

L’odierno edificio venne costruito negli anni dal 1910 al 1915 sul luogo dove fino alla fine dell’800 sorgeva il mercato dei commestibili dei Vergini, proprio con l’obiettivo di riunire in un’unica struttura le diverse scuole presenti sul territorio, ma ubicate in abitazioni private. Il fabbricato fa parte, dunque, di un gruppo di immobili costruiti ex novo a Napoli fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 per soddisfare l’esigenza di strutture scolastiche adeguate[2] (Fig. 2).

È l’anno scolastico 1924-25 a vedere ufficialmente l’utilizzo del nuovo edificio, sin dall’inizio intitolato ad Andrea Angiulli, come testimonia il ritrovamento di un registro degli esami in cui per la prima volta compare la dicitura “Andrea Angiulli, piazza Mario Pagano”[3].  

Fig. 3

L’edificio era costituito inizialmente da tre piani fuori terra, cui venne aggiunto il quarto dopo lavori di ampliamento, eseguiti negli anni 1927 e 1928[4] .

  Fig. 4

L’intitolazione dell’istituto scolastico all’Angiulli deriva dal nome di una delle preesistenti scuole, ospitata in abitazione privata e poi confluita nel nuovo edificio: la scuola maschile sita in Discesa Sanità 20, denominata “Andrea Angiulli” sin dall’a.s. 1918-1919[5].

Scuole preesistenti

Sono tre le scuole poi assorbite dalla scuola elementare “Andrea Angiulli” di piazza Mario Pagano (Fig. 5):

la (già citata) scuola maschile di Discesa Sanità 20;
la scuola maschile di via Arena Sanità 6  (intitolata a Luciano Armanni dall’a.s. 1921-22);
la scuola maschile di via (vico) Cimitile 37[6].

 Fig. 5

Di due delle suddette scuole maschili, quella collocata a Discesa Sanità 20 e quella di via Arena alla Sanità 6, ambedue in abitazioni private, si hanno notizie storiche precise già dall’anno 1896, in quanto vengono entrambe menzionate dal Prof. Eugenio Fazio nella sua relazione al Ministro dell’Istruzione sulle condizioni igieniche delle scuole elementari e degli asili e giardini d’infanzia[7]. Le summenzionate scuole costituiscono due dei tre plessi scolastici in quegli anni esistenti e sotto la direzione di un certo F. Rizzo, nell’ambito della VI sezione Stella. Dai registri presenti nell’archivio scolastico apprendiamo che continuarono a funzionare per gli anni scolastici successivi fino al momento in cui confluirono nella nuova struttura in piazza Mario Pagano.

Negli archivi della scuola invece sono stati ritrovati diversi registri di scrutini ed esami tenuti sia alla scuola maschile di Discesa Sanità 20 sia a quella di via/vico Cimitile 37 (i più antichi relativi all’anno scolastico 1911-1912), rilegati insieme in un unico volume[8].     

Dall’ a.s. 1918-19 la scuola maschile di Discesa Sanità assume la denominazione di “Andrea Angiulli”.

Dall’ a.s. 1921-22 la scuola maschile di via Arena Sanità 6 viene intitolata a “Luciano Armanni”[9].

Da un registro degli scrutini dell’a.s. 1949-50 risultano appartenere, però, al 17° Circolo didattico anche la scuola mista differenziale “Gaetano Filangieri” di via Purità 11 e la scuola mista “Gaetano Filangieri” di via S. Maria a Lanzati 24.

Andrea Angiulli – Cenni biografici

Nacque a Castellana, in provincia di Bari, il 12 febbraio 1837, da una famiglia agiata. Studiò a Molfetta e a Bari ed intorno al 1857 andò a Napoli, ove seguì i corsi universitari di scienze naturali e di filosofia. Nel 1861 gli fu offerto un insegnamento nel liceo di Bari che non accettò. Rimase dunque a Napoli e nel 1862 ottenne una borsa di perfezionamento in Germania, con l’intento di approfondire la filosofia di Hegel. Una volta lì, dove dimorò circa tre anni e prevalentemente a Berlino, venne invece in contatto con  la filosofia positiva. Partì, dunque, nel 1865 per andare a Parigi e a Londra per attingere alle fonti le teorie positivistiche di Comte e di Mill[10].

 Fig. 6[11]

 Ritornato dopo qualche tempo in patria, fu nominato professore al liceo di Catania, ma non lo raggiunse a causa di un'epidemia di colera; venne allora destinato, prima come reggente e poi come titolare, alla cattedra di filosofia del liceo Vittorio Emanuele di Napoli[12]. Qui pubblicò, probabilmente nel 1868 (data del frontespizio interno; la data della copertina è invece il 1869), La filosofia e la ricerca positiva. Questioni di filosofia contemporanea.

Tale libro fu aspramente criticato e non minore scandalo suscitava intanto anche il suo insegnamento liceale che, rifacendosi a Comte e a Darwin, veniva accusato di seminare l'ateismo fra i giovani[13]. Fu invitato ad attenersi ad un insegnamento più elementare dall’allora preside del liceo, il sacerdote Ippolito Amicarelli,  ma non accondiscese. Nel 1871 ne fu così proposto il trasferimento al liceo Principe Umberto. Egli non accettò il provvedimento che suonava di punizione nei suoi confronti e si dichiarò disposto a dimettersi. L’allora Ministro dell’Istruzione Cesare Correnti risolse la questione onorevolmente offrendogli l'incarico dell'insegnamento di Antropologia e Pedagogia all’Università di Bologna.

E’ da questo momento che divenne noto principalmente come pedagogista. A Bologna insegnò dal 1872 al 1876,  dando il via ad una vera e propria nuova disciplina: la pedagogia scientifica fondata sulla biologia e la sociologia ed ispirata alle dottrine dell’evoluzionismo e del darwinismo[14].  

Nel 1876 fu nominato Professore ordinario di Pedagogia  all'Università di Napoli (l'università di Bologna lo nominò poi suo professore emerito nel 1887).

Lo scritto La filosofia positiva e la pedagogia (Napoli 1872) costituisce la sua prolusione all’Università di Bologna. Più importante il volumetto La pedagogia, lo stato e la famiglia (Napoli 1876, 2 ediz. 1882 – Fig. 7) dove in base ai principi della filosofia positiva si dimostrano l'importanza e la funzione di una pedagogia scientifica.

Fig.7

il periodo napoletano, dal 1876 alla morte, fu il suo momento più brillante, soprattutto come insegnante e uomo di azione. Oltre la cattedra di pedagogia, tenne temporaneamente quella di etica (alla morte di P. E. Tulelli) e, nell'84, (alla morte del Fiorentino), quella di filosofia teoretica. È il tempo in cui, da un lato, per integrare le sue cognizioni scientifiche fa studi di matematica superiore e, dall'altro, insegna etica e pedagogia alla scuola normale froebeliana fondata a Napoli nell'istituto della Schwabe, istituto di cui sarà presidente quando verrà eretto in ente morale. Del metodo froebeliano si interessò allora non poco, in conferenze a Napoli e a Bari; presiedette più volte le conferenze pedagogiche; fu tra i presidenti onorari del primo congresso di antropologia criminale (Roma 1885); collaborò alla compilazione dei programmi e regolamenti dell'istruzione elementare; fu membro del consiglio comunale di Napoli.

Molto chiaro era l'A. nel disegnare e nel difendere i compiti dell'educazione e della scuola del nuovo Stato italiano, individuando in un ideale laico la formazione che una società modernamente strutturata doveva dare ai cittadini. La sua costante polemica anticlericale si unisce a una profonda fiducia nelle possibilità dell'educazione quando sia fondata su una filosofia scientifica, ossia su un'adeguata visione biologica, psicologica, sociologica e storica.

Il 7 dicembre 1889, mentre presiedeva a Roma una seduta della Società pedagogica italiana, l'A. fu colpito dal male che lo spense poi il 2 gennaio 1890. L’A. fu  assistito sino all’ultimo dal suo allievo Giovanni Antonio Colozza[15], che, ne diventò poi anche biografo e continuatore. L’insegnamento dell’A. fu difeso da Colozza, ma la sua concezione filosofica, brillantemente criticata e demolita da Giovanni Gentile su La Critica del 20 marzo 1909, subì le sorti del positivismo italiano e cadde presto in dimenticanza[16].

Dedicata ad Angiulli vi è una lapide posta sulla facciata del palazzo in cui visse e morì, in via S. Teresa degli Scalzi 148 (Fig. 8):

 “… atleta del pensiero

e precursore in Italia

della pedagogia scientifica

molta parte corresse ed integrò

del sapere filosofico

meditando scrivendo operando

altra paura non ebbe

che di offendere

l’intima voce della sua coscienza

ed i suoi nobili ideali

di padre di cittadino di uomo”

 

Fig. 8

 

[1] L’indirizzo riportato in alcuni dei primi registri ritrovati negli archivi della scuola è piazza Mario Pagano 29, ma non sono stati ritrovati altri documenti che confermino tale numerazione. Secondo la toponomastica attuale, invece, tale numero civico risulta inesistente e l’attuale indirizzo è Mario Pagano 1.

[2] Come nota Marianna Pregoni nella sua ricerca sull’edilizia scolastica a Napoli “Il Novecento eredita dal secolo precedente il compito di soddisfare la richiesta di edifici atti ad accogliere le scuole pubbliche primarie. (…) la legge Casati del 1859 prevedeva l’obbligo per tutti i comuni di creare e mantenere la scuola primaria. Alle soglie del Novecento, Napoli si presentava ancora molto lontana dall’adempimento di tale obbligo, probabilmente a causa delle più impellenti necessità di risanamento igienico e della conseguente trasformazione della città”. Marianna Pregoni, L’edilizia scolastica a Napoli nel Novecento, Napoli (NA), 2003 (pubblicata nell’agosto 2009).

Negli stessi anni 1910-1915 in cui sorgeva la scuola Angiulli (si veda la scheda 6 della Pregoni) si lavorava alla costruzione dell’edificio scolastico per la scuola elementare Luigi Miraglia a piazza Nazionale (scheda 5), rimasto però incompleto di intonaci e decorazioni esterne fino agli anni trenta; dell’edificio, ex sede della scuola elementare B. Quaranta, sito in Piazza Duca degli Abruzzi (scheda 7), non più esistente; e del fabbricato per la scuola elementare Guacci Nobile (scheda 8) in Via M. Ciccone.

[3] cfr. Registro degli esami  dell’ a.s. 1924-25. Nei registri degli anni precedenti compaiono invece ancora gli indirizzi delle abitazioni private. Sono stati ritrovati anche due ferma portoni con impresso l’anno 1925 (Fig.3).

[4] L’aggiunta del quarto piano è chiaramente visibile ancor’oggi osservando la facciata dell’edificio (Fig. 4).

[5] Il Registro degli Scrutini finali ed esami del 1918-19 è il primo a riportare la dicitura di “Scuola maschile Andrea Angiulli”, mentre in quelli degli anni precedenti la stessa scuola è denominata esclusivamente “scuola maschile”  di via Discesa Sanità 20.

[6] In alcuni dei registri visionati l’indirizzo è via Cimitile 37, in altri è vico Cimitile.

[7] Cfr. Eugenio Fazio, Condizioni igieniche delle scuole elementari, asili e giardini d’infanzia di Napoli messe in rapporto con i principi dell’igiene scolastica, Relazione al Ministro di Pubblica Istruzione, Napoli, Tipografia Tramontano, 1896, pp. 92-93 e Tavola II, p. 59.

[8] L’accorpamento dei registri delle due scuole si riscontra relativamente agli anni 1911-12, 1913-14, 1916-17, 1917-18.

[9] Luciano Armanni fu anatomo-patologo  (Napoli 1839 - 1903).  Laureatosi in medicina nel 1861, si dedicò specialmente allo studio dell'anatomia patologica e all'igiene. Nel 1867 frequentò l'Istituto anatomopatologico di Berlino e nel 1868 fu incaricato dell'insegnamento dell'istologia patologica nell'università di Napoli, di cui occupò come titolare la cattedra dal 1887 sino alla morte. E’ ricordato per le ricerche sulla contagiosità della sostanza caseosa del tubercolo tubercolare, sull'agente eziologico del barbone bufalino, sulla sifilide epatica e per la descrizione di alcuni reperti istopatologici renali in corso di diabete mellito. Cfr. Giovanni Cagnetto in Enciclopedia Treccani, L’enciclopedia italiana, 1928.

[10] Eugenio Garin, Andrea Angiulli, in Dizionario enciclopedico degli italiani, Volume 3, 1961.

[11] Ritratto di Andrea Angiulli presente nella sede del Circolo Didattico (Fig. 6).

[12] G.M. Ferrari, Il Regio Liceo Vittorio Emanuele II di Napoli all’Esposizione Universale di Parigi del MDCCCC, la cattedra di Filosofia, Stab. Tipografico Pierro e Veraldi, Istituto Casanova, Napoli, 1899, pp. 136-146.

[13] L’Angiulli era un convinto sostenitore delle teorie evoluzionistiche di Darwin “suscitando un vero fanatismo nella gioventù (…) la cosa parve uno scandalo e i padri di famiglia andavano dal Capo d’Istituto per protestare contro un indirizzo educativo che trasformava i loro figli in liberi pensatori. I convittori rifiutavano di udir messa e di attendere alle pratiche religiose, creando seri imbarazzi al direttore spirituale e al Rettore e Preside Amicarelli.” Cfr. G.M. Ferrari, Il Regio Liceo Vittorio Emanuele …, cit., pp. 143-144.

[14] Cfr. Francesco Cafaro, Nota bio-bibliografica in Andrea Angiulli, La pedagogia, lo Stato e la famiglia, La Nuova Italia, Firenze, 1961, (la prima edizione del volume è del 1876), p. XLI.

[15] Giovanni Antonio Colozza, maestro e pedagogista, Frosolone (Campobasso) 1857 – 1943. Cfr. Elisabetta Lecco in Dizionario Biografico degli Italiani, 1982, Volume 27.

[16] Eugenio Garin, Andrea Angiulli, in Dizionario, cit.

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